Pubblichiamo la lettera con cui il Sig. Antonio Pagliuca, direttore commerciale della società distributrice dello StarFirePlus contesta le affermazioni dell’Ing. Raimondini relative al prodotto medesimo, con i commenti punto per punto dell’Ing. Raimondini inseriti in colore rosso nella lettera stessa. A prescindere dai contenuti della lettera, con i quali non concordiamo, va apprezzato il tono cortese e moderato della lettera, così distante dalla tracotanza delle risposte di Tucker e TÜV Italia a chi “osava” mettere in dubbio il loro operato. Massima disponibilità, quindi, a un confronto con tutti gli interlocutori che, come il Sig. Pagliuca, affermano le loro ragioni con educazione.



Lettera di replica all’ing G. Raimondini

Sono Antonio Pagliuca, direttore commerciale della società che distribuisce lo StarFirePlus, che è stata da voi veementemente attaccata.
La lettura della vostra recensione sul vostro sito mi ha lasciato allibito; in particolare l’essere accomunati alla “Tucker” persino attonito.

Si parla di due prodotti basati sulla generazione di “onde elettromagnetiche” che agiscono sul combustibile o sul carburante riducendo le emissioni inquinanti e migliorando il rendimento di combustione. Per quanto riguarda il dispositivo StarFire da installare a monte delle caldaie, del quale il CIR si è occupato in precedenza, un altro fattore lo accomunava a Tucker: una favorevole relazione di TÜV Italia. Come vede, qualche punto in comune c’è!

Siamo in assoluto la società che ha subito i maggiori danni e per tal motivo anche quella che più detesta e contesta modalità e obbiettivi della tristemente nota società(?!) riminese. Siamo anche coloro che per più tempo hanno assistito impotenti alla realizzazione della colossale truffa; ben prima della pubblicità di “Striscia la notizia”,esattamente dagli albori

E perché avete assistito “impotenti”? Se Anim-CNA, ANTA, Assotermica, CIR e Fnaii-Confartigianato hanno speso i loro soldi per fare effettuare presso l’Istituto Masini quelle prove che hanno indubitabilmente provato la non efficacia del tubo Tucker, pur non avendo ricevuto alcun danno diretto, per quale motivo non avete fatto altrettanto “dagli albori”, impedendo a un concorrente sleale di danneggiarvi due volte, prima sottraendovi potenziali clienti, successivamente rendendo impraticabile il mercato di tali dispositivi?

(ebbene sì, si è compiuto anche un grossolano errore cronologico nell’asserire che la nostra società è “figlia” di “Tucker”).
Ci risulta anche umiliante (ma sembra necessario) evidenziare le differenze con quest’ultima:
il “sig.” Eusebi ha realizzato un’organizzazione a “catena di S.Antonio” la cui finalità era esclusivamente quella di attirare persone disposte ad acquistare a caro prezzo due “tubi” per guadagnare il diritto alla vendita. Tale realtà è evidenziata dal fatto che in definitiva la quasi totalità delle vendite è stata effettuata dalla società ai venditori stessi e non da quest’ultimi a terzi, effettivi utilizzatori!!!

Non mi sono mai occupato degli aspetti “non tecnici” della vicenda Tucker e non ho alcuna difficoltà a riconoscere che la vostra organizzazione commerciale è assolutamente diversa da quella di Mirco Eusebi e complici; in quanto alla cronologia, nessun problema a riconoscere la vostra maggiore anzianità.

La nostra società adotta un sistema di marketing tradizionale, che trae guadagno esclusivamente dal margine commerciale applicato sul dispositivo. Questo, tra l’altro, è COPERTO DA GARANZIA; se il cliente non è soddisfatto dell’abbattimento degli inquinanti allo scarico viene prontamente rimborsato. Aggiungo che dei nostri ca. 500 clienti pressoché tutti sono rimasti soddisfatti, tranne la concorrenza (anche perché non vengono promessi miracoli) e che le certificazioni da noi ottenute sono tutte rigorosamente vere.

Mentre sul “soddisfatto o rimborsato” (che comunque è previsto dalla vigente legislazione in materia) e sul sistema di vendita non mi sono mai pronunciato (e comunque sono aspetti che non mi interessano), sulle “certificazioni” mi pronuncio eccome: “certificazione” è l’atto mediante il quale una terza parte, detta “organismo di certificazione”, indipendente dalle parti interessate attesta che un prodotto è conforme a una data specifica tecnica. Non mi risulta che l’Azienda tranviaria del Comune di Roma o l’Istituto di Macchine e Motori della Marina militare siano organismi di certificazione; essi avranno rilasciato degli “attestati” nei quali dichiarano che il prodotto da loro provato in particolari condizioni ha fornito determinati risultati. Per quanto riguarda invece TÜV Italia, è sì un organismo di certificazione, ma quella che ha rilasciato alla vostra società relativamente all’altro prodotto (quello per le caldaie, di cui alle precedenti relazioni comparse sul sito del CIR) è una relazione di prova – a mio giudizio molto scadente - che porta un marchio SINCERT a mio giudizio abusivamente.

Le nostre certezze riguardo la riduzione della fumosità dei motori a combustione interna ci hanno permesso di inoltrare ad importanti enti richieste per ottenere ulteriori sperimentazioni e conseguenti certificazioni volte anche all’ottenimento di omologazione.

Ben vengano marchi e omologazioni, purché attinenti al funzionamento del prodotto. Mi spiego meglio: anche il “Tucker” si fregiava, con tutte le ragioni, del marchio CE: quello relativo però alla compatibilità elettromagnetica, che non significava la benché minima garanzia di funzionamento sicuro del prodotto inteso come componente di una linea di alimentazione gas o gasolio a un bruciatore.

Per quanto riguarda i cenni teorici con i quali sull’articolo pubblicato sul periodico “Plein air” si tenta di dare una sorta di spiegazione del funzionamento va precisato che il giornalista, professionista serio e preparato, non ha una preparazione accademica scientifica e tanto meno ne è in possesso il lettore medio (o comunque un trattato rigorosamente scientifico non sarebbe stato in sintonia con lo spirito della rivista la cui redazione tecnica si era prefissata esclusivamente di constatare il reale abbattimento della fumosità).

Mi sia permessa un’obiezione: se un giornalista è un “professionista serio e preparato” non inserisce nell’articolo spiegazioni di cui non capisce il senso: rischia soltanto – come puntualmente si è verificato – di usare frasi senza significato che il tecnico riconosce come sproloqui e che il lettore medio comunque non comprende. A meno che non si vogliano usare “paroloni” complicati per affascinare e soggiogare i non addetti ai lavori: ma questa è tecnica da imbonitori, non da giornalisti! Comunque, la rivista “Plein air” ha una “redazione tecnica”, non pubblica fotoromanzi, gossip o politica: per i “tecnici” della redazione quanto riportato nell’articolo aveva un significato?

Ritengo che quello che conta è che in possesso di una seria preparazione scientifica sia il nostro staff tecnico e soprattutto che il prodotto da questo studiato mantenga ciò che promette e che venga commercializzato nel pieno rispetto delle leggi italiane e di una filosofia che trova fondamento in una rigida etica che caratterizza ogni nostra attività e di cui siamo profondamente orgogliosi .

Benissimo! Se il vostro staff tecnico è in possesso di una seria preparazione scientifica, anche i consiglieri del CIR, i suoi consulenti e i visitatori del sito del CIR non sono del tutto ignoranti in materia. Attendiamo una spiegazione tecnico-scientifica che spieghi le modalità di funzionamento del vostro dispositivo; non appena ricevuta la pubblicheremo sul sito del CIR senza alcun commento, limitandoci a riportare i giudizi dei lettori (con tanto di nome e cognome e titolo accademico e/o professionale).
Per quanto riguarda il rispetto delle leggi italiane e la vostra etica, non mi sembra di aver mai espresso alcun dubbio o commento in proposito. Se mai, ho esplicitato le mie perplessità sui comportamenti di TÜV Italia e di SINCERT. Sul fatto che il vostro prodotto mantenga ciò che promette, bene, il punto è proprio questo. Massima disponibilità ad approfondirlo e a rendere noti i risultati di questo approfondimento.


In virtù di quanto scritto mi auguro che vogliate rimuovere dal vostro sito l’attacco ingiusto e ingiustificato alla nostra società (mosso solo contro la nostra e NON contro altre concorrenti ben più affermate) per non rendere più difficile un cammino che già l’evento “Tucker” ha reso e rende travagliato.

Quando, e se, il CIR avrà le prove dell’effettivo funzionamento del vostro prodotto, non solo rimuoverà quanto scritto, ma farà pubblica ammenda. Intanto è pronto al dialogo e alla discussione con prontezza e trasparenza, come la pubblicazione integrale di questa lettera dimostra.
In quanto alla “concorrenza ben più affermata”, perché tirare il sasso e nascondere la mano? Se vi ritenete danneggiati da concorrenti sleali fate dei nomi, date dei riferimenti, fornite documentazione (soprattutto “certificazioni” rilasciate da enti, università, laboratori od organizzazioni di alto prestigio, ufficiali, con tanto di accreditamento ecc. ecc.): sarà un piacere fare luce su questo settore, distinguere la verità dalla menzogna.


E causa di ciò sono alcuni atteggiamenti umani più deleteri per l’evoluzione della  società e del progresso scientifico: la superficialità di chi valuta senza approfondire la conoscenza (che porta alla generalizzazione) e la convinzione che ciò che non è sui testi sacri della fisica è una bestemmia (grazie a Dio, nella storia della scienza, per qualcuno non è stato sempre così!).

Pienamente d’accordo: intanto, per approfondire la conoscenza, attendo la spiegazione tecnico-scientifica di cui sopra, le “attestazioni” dei vari enti che hanno provato il dispositivo, le copie delle richieste di omologazione (naturalmente tutto questo materiale resterà riservato, salvo vostra autorizzazione a pubblicarlo). E in quanto ai “sacri testi” della fisica, nessuno è più pronto di me a sconfessarli, purché si presentino prove inoppugnabili della loro inadeguatezza. Aspetto fiducioso le vostre prove.

In attesa di un vostro riscontro alla nostra richiesta porgo distinti saluti.

Che contraccambio altrettanto distintamente, ringraziando Lei e la società che rappresenta per aver dato inizio a un dialogo che spero risulterà proficuo per tutti


Roma, 18.06.03                                Antonio Pagliuca
Milano, 24.06.03                                Giovanni Raimondini